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Il romanico in Brianza

Nel territorio propriamente brianzolo si rilevano tracce significative di quello che abitualmente viene definito “Romanico Lombardo” e che indica una vasta koinè di tecniche, cultura e saperi edilizi e decorativi che caratterizza la produzione artistica dell'Italia settentrionale (superando ampiamente i confini amministrativi dell'attuale Lombardia) con significative proiezioni europee tra la metà dell'XI e quella del secolo successivo.

La collocazione prossima a Milano, l'importanza della rete stradale antica (che era molto estesa), il clima favorevole per la sua mitezza, la fertilità e la ricchezza delle colline sono gli elementi che richiamarono in queste zone nel corso dei secoli i potenti e i signori sia laici che religiosi (ricordiamo la canonica di Monza, l'abbazia di San Celso, il monastero di Pontida, i monasteri di Cremella e Civate che sono fra le più rappresentative opere romaniche di ordine religioso).
La Brianza è, pertanto, ricchissima di testimonianze del periodo romanico di alto pregio e si presenta nei secoli come creativamente propulsiva. L'età romanica briantea è caratterizzata dalle numerose torri che costellano il territorio affiancando  chiesette di campagna e campanili disseminati ovunque a rammentare il grande fenomeno del rinnovamento religioso e politico del tempo della lotta per le investiture e della riforma cluniacense, oltre che l'abilità costruttiva comacina, anch'essa proiettata ben al di fuori della regione lombarda.

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